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News
14/07/2010

Quando russare fa male al sonno (e al cuore)
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La qualità del sonno peggiora a causa del caldo e diventa pessima per i soggetti affetti dall' apnea ostruttiva. Adesso arriva anche la conferma di un' aumentata incidenza di accidenti cardiovascolari. Non è una novità, ma stavolta la ricerca pubblicata ieri su Circulation (la rivista dell' American Heart Association) rivela che, nella fascia tra i 40 e i 70 anni, questo rischio è più elevato del 68% rispetto alla popolazione di controllo. L' anglosassone Osas (acronimo di Obstructive Sleep Apnea Syndrome) coinvolge i muscoli respiratori della regione orofaringea dove si può determinare parziale o totale ostruzione al passaggio dell' aria, ed entra in relazione con varie condizioni. Patologiche e non. Ad esempio, spiega il professor Fausto De Michele, direttore di Fisiopatologia respiratoria del Cardarelli di Napoli, «oltre agli obesi, anche i magri con alterazioni anatomiche delle prime vie aeree, possono essere forti russatori con apnee costruttive». La sindrome dell' apnea ostruttiva è subdola perché chi ne è portatore ignora quanto gli accade mentre dorme, pagandone però le conseguenze il giorno successivo: stanco, depresso e in debito di sonno col suo organismo. Ad accorgersene, eccome, è invece l' eventuale partner che, prima subisce gli effetti sonori di un forte russamento, poi percepisce la brusca interruzione del rumoroso respiro. Ed è panico. In effetti, si tratta di uno stop temporaneo che può durare fino a un minuto e mezzo e con un' intermittenza irregolare. Lui, il "paziente", non si rende conto di nulla, ma aritmia cardiaca, cardiopatia ischemica e ictus sono in agguato. Inoltre c' è il rischio di riduzione della libido. In Italia i soggetti affetti dalla sindrome sono oltre un milione e 600 mila. «Il sonno di questi individui è così frammentato e insoddisfacente», continua lo specialista, «che in alcuni casi si possono addormentare al semaforo. È importante sottolineare il collegamento tra la sindrome e la pressione alta: i medici di famiglia dovrebbero sempre chiedere ai loro pazienti se russano, se si svegliano stanchi al mattino, se lamentano sonnolenza diurna e se si alzano spesso di notte, magari per andare in bagno. Gran parte di queste persone è o diventa ipertesa scarsamente sensibile ai farmaci». Per la diagnosi è dirimente la polisonnografia, un' indagine che serve a confermare il sospetto clinico e a distinguere le forme lievi da quelle gravi. […] A diagnosi effettuata, scatta il trattamento che prevede un approccio multidisciplinare con altri specialisti. […] GIUSEPPE DEL BELLO (Repubblica — 13 luglio 2010)