Dalle apnee notturne al jet-lag
Cause ed effetti
I disturbi del sonno sono un problema più diffuso di quanto si pensi. Ecco un elenco delle forme più o meno lievi (…):
Insonnie legate a problemi respiratoriÂ
Roncopatia cronica. Russa il 15-20 per cento degli italiani ma molte di più sono le vittime della roncopatia, se consideriamo partner e familiari dei ronfleur. Inoltre, come nelle parasonnie e nel mioclono, è esclusivamente il partner a potersi accorgere del problema. Il rumore della roncopatia è dato da restringimenti o ostruzioni delle vie aeree superiori (deviazioni del setto nasale o polipi, o restringimenti a livello di gola o faringe) che, ostacolando il passaggio dell'aria durante la respirazione, fanno vibrare palato molle, lingua, tonsille ed epiglottide. (…)
Apnee ostruttive. Colpiscono il 5 per cento dei maschi adulti e il 2 per cento delle donne. Si è a rischio quando il russamento è costante e non solo in posizione supina e contribuisce l'obesità . Ogni apnea per ora di sonno aumenta di 1 mmHg la pressione arteriosa sistemica (quindi il rischio di cardiopatia ischemica di una volta e mezzo) e raddoppia quello di scompenso cardiaco cronico. La soglia di rischio è 20 eventi per ora. Determina anche alterazione delle funzioni cognitive.
Ipersonnie legate al sistema nervoso centraleÂ
Narcolessia. La crisi narcolettica è caratterizzata da cataplessia: di fronte a una forte emozione, sorpresa, riso, rabbia, imbarazzo, si perdono le forze e il controllo muscolare e si crolla e, seppur coscienti, si è impossibilitati a muoversi e a parlare. Colpisce circa 25mila italiani, 3-4 su 10mila abitanti, ma solo un migliaio sono i casi diagnosticati, un sommerso che è il destino di molte malattie rare: molti vengono curati per epilessia o depressione e per la diagnosi possono passare 7 anni. Sono sintomi tipici del disturbo la continua predisposizione all'addormentamento e le circostanze inusuali in cui ci si addormenta. All'inizio o alla fine del sonno possono comparire allucinazioni ipnagogiche, per l'emergere del sonno Rem durante la veglia: si vivono in modo quasi reale situazioni che non esistono, spesso terrorizzanti, ancor di più se associate alle paralisi, quindi al non potersi muovere pur volendo. Da poco sappiamo che alla base della narcolessia c'è un forte deficit, o l'assenza, di un peptide ipotalamico, la ipocretina o orexina. (…)Â
(Associazione italiana narcolettici, www.narcolessia.org)
Parasonnie legate a fenomeni motori o neurovegetativi
Nel sonno non Rem: Sonnambulismo. Due-tre per cento dei bimbi sotto i 12 anni ne soffre. Il sonnambulo non si sveglia del tutto dal sonno profondo, quindi attua automatismi motori anche prolungati: così cammina o ad esempio si veste senza esserne cosciente. Se non scompare con la piena maturazione dei centri nervosi del sonno, può nascondere una forma di epilessia notturna del lobo frontale.Â
"Pavor" notturno, 1-2 per cento dei bambini, tipico del periodo dai 3 ai 5 anni: il bambino strilla ad occhi sbarrati e in preda al panico ma senza esserne cosciente, come succede invece nel caso degli incubi: scompare da solo.
Nel sonno Rem, Sogni terrifici e Disturbi comportamentali legati al sogno dove i sogni, di solito angoscianti o violenti, vengono vissuti fisicamente dal soggetto; riguarda con un rapporto 9 a 1 i maschi over50, di solito persone con un basso livello di aggressività nella vita quotidiana.
Il bruxismo, il digrignamento involontario dei denti durante il sonno, causato da eccesso di stress, oltre alle serie conseguenze di usura della superficie dei denti, dà microrisvegli e al risveglio spesso indolenzimenti all'articolazione mandibolare e ai muscoli facciali, per via della prolungata contrazione notturna, e mal di testa. I danni ai denti si evitano con un bite protettivo in resina o gomma.
Disturbi del sonno legati al ritmo circadianoÂ
Dalla sindrome da jet-lag ad anticipi e ritardi di fase nell'orario di addormentamento (i gruppi di "allodole" e di "gufi", affetti rispettivamente dalla tendenza ad addormentarsi troppo presto o troppo tardi). La proporzione tra gufi e allodole è di 7-8 a 1, è più diffuso quindi andare a letto molto tardi, sia per predisposizione genetica, che vede il proprio gene Clock tarato sulla notte, che per condizionamento o scelta ambientale. Coinvolti infatti quel 10 per cento di lavoratori obbligato ai turni: di questi un 33 per cento non riesce ad adattarsi mentre un altro 33 per cento ci riesce ma con serie conseguenze diurne, innalzamento della pressione e problemi gastrointestinali.
Disturbi legati a manifestazioni motorie
Sindrome delle gambe senza riposo. Riguarda il 2 per cento della popolazione, molto spesso non viene diagnosticata e scambiata per scatti da ansia o per un problema circolatorio, mentre è legata a un malfunzionamento della dopamina e genera un forte rallentamento nell'addormentamento.Â
Il mioclono notturno crea anche una grave frammentazione del sonno per i microrisvegli dovuti alle contrazioni muscolari delle gambe, a intervalli anche brevissimi.
di Maria Gullo ( inserto Salute di Repubblica del 6 marzo 2008)
